Il vento tra le rovine
Un cammino tra rovi, pietre e storia medievale: il diario di viaggio che conduce alla torre di Scheggino, sentinella silenziosa della Valnerina
La salita comincia su un vialetto tipico da borgo medievale, con le scalette incastonate tra le case di pietra. Ma ben presto il percorso si trasforma: un sentiero appena tracciato serpeggia tra rovi e rocce, segnato solo da qualche tronco malfermo, resto di una vecchia recinzione, e da ciuffi di ginestra che si aggrappano alla terra.
È qui che inizia la vera fatica.
Il fiato si accorcia, le gambe spingono, ma la volontà di mantenere una promessa fatta a me stesso è più forte della salita. Continuo a salire, fino a raggiungere ciò che cercavo: la base dell’antica torre di avvistamento di Scheggino.
Un luogo fuori dal tempo.
La torre, costruita nel XII secolo in pietra bianca e rosa, si erge severa e bellissima. Porta con sé le ferite della storia, ma anche la dignità di chi ha visto passare secoli, guerre, silenzi. È una sentinella muta, testimone discreta della vita del borgo.
Mi siedo, il vento mi accarezza il viso. Mi parla. Non con parole, ma con sussurri nell’aria, lievi e profondi insieme. È come se ogni folata portasse con sé i pensieri di chi è passato prima di me.
Il vento tra le rovine.
Così ho deciso di chiamare questo mio diario di viaggio. E mentre mi godo questo istante sospeso, spero che questo sia solo il primo di tanti cammini, di tante promesse mantenute, di tante torri raggiunte.
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